La sanità per tutti e il passo indietro che non ci possiamo permettere

16 aprile 2018
La sanità per tutti e il passo indietro che non ci possiamo permettere

ll 2018 è destinato a passare alla storia della nostra Repubblica come l’anno delle significative celebrazioni: i 70 anni dall’entrata in vigore della Carta Costituzionale, i 60 anni dell’istituzione del ministero della Salute e i 40 anni di una delle riforme più importanti e innovative della nostra storia. Mi riferisco all’introduzione, nel dicembre del 1978, del Sistema sanitario nazionale. Una scelta rivoluzionaria, un tassello essenziale per dar corpo a un diritto fondamentale della nostra Costituzione qual è l’art. 32, che sancisce il diritto alla salute. Un diritto che deve essere inteso nella cornice di valori e principi affermati nell’art. 3 della Carta, in forza del quale «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».

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